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La Cava "Badia"

Risalendo una vecchia mulattiera che parte dal fondo della Valle del Gazzo, utilizzata molti anni fa dai carri trainati da buoi per portare a valle i blocchi di pietra, si arriva davanti ad un’apertura rocciosa alta una decina di metri e simile ad una grande grotta: è la Badia, la cava di Pietra Bianca della NICHELE FRATELLI S.r.l. Essa è raggiungibile anche dalla parte superiore del colle partendo dalla piccola frazione di San Gottardo, nel Comune di Zovencedo.

Intorno ai primi del 1900, con mezzi rudimentali, i cavatori del tempo formarono la grande apertura estraendo dalla parete rocciosa del colle (“sengio”) i blocchi di pietra: i segni del picchetto sulle prime gallerie, i fori sulle pareti per le impalcature, i canali che servivano per ricavare il blocco, riportano alla memoria tecniche tramandate da centinaia di anni e utilizzate in cava Badia fino alla fine degli anni sessanta.


Negli anni 70 arrivano le segatrici elettriche e in pochi anni i primi scavi superficiali sotterranei si trasformano in un sistema di gallerie larghe 8 metri e alte 12 che si diramano per diversi chilometri. Una volta esaurito il potenziale produttivo esse vengono riempite col materiale di risulta.

Valle del Gazzo La strada Ingresso cava Interno cava
Interno cava Interno cava Carico Schema gallerie sotterranee